LE ARTI
Il microcosmo del mondo artigianale dorgalese è un vero universo di colori, di tecniche, di saperi, di forme e di gusti che grazie al turismo ha trovato un naturale ed elegante allestimento lungo le vie del paese, abbellite di graziose e affascinanti vetrine.
Passeggiare lungo le sue vie significa immergersi nella lettura di un libro di storia dell'arte popolare.
Un libro ricco di capitoli grazie alla varietà delle produzioni e dei materiali forgiati con fervida fantasia, dall'esercito di artigiani che lavorano nella comunità.
La filigrana, antico dono di popoli colonizzatori, i superbi gioielli in oro, i coloratissimi tappeti, le bizzarre ceramiche, i coltelli in stile arabo spagnoleggiante, le giovanili tascheddas (zaini in pelle) compongono il vivace museo cittadino che la comunità offre ai propri ospiti.
I giovani orafi dorgalesi cresciuti nelle antiche botteghe artigiane, hanno apportato innovazione, modernità e soggettività con le loro preziose creazioni.
Ma non hanno tradito e abbandonato la tipica e caratteristica produzione sarda, frutto delle remote relazioni con gli altri popoli e civiltà del bacino del mediterraneo.
Tra i gioielli, ricordiamo quelli in filigrana, ottenuti attraverso un lungo ed elaborato processo in cui l'oro è ridotto in sottilissimi e delicati filamenti.
Da menzionare i classici bottoni in oro che impreziosiscono il costume tradizionale, la fede sarda, Sa Croniola, Sa Zoiga o Sos Isprugadentes (amuleti in argento raffiguranti uomini o animali).
Un altro posto di rilievo occupa l'arte della tessitura che pur comprendendo una vasta gamma di manufatti si caratterizza soprattutto per la lavorazione dei tappeti.
Conosciuti per la particolare tecnica dell'annodato di stile orientale, metodo di lavorazione esclusivo di pochi paesi sardi.
L'aver dato i natali a Salvatore Fancello, artista cui nel pa- lazzo comunale è stato dedicato un museo, nobilita il lavoro dei numerosi ceramisti del paese.
Artisti-artigiani che hanno contribuito all'arredamento urbano con la creazione di quadri e mosaici sistemati lungo le vie del paese.
In passato per gli spostamenti dal paese alla lontana campagna i pastori e i contadini utilizzavano delle grosse borse in pelle che contenevano le provviste alimentari: pane carasau, formaggio e qualche pezzo di lardo.
Gli artigiani della pelle confezionano ancora, seppur con proporzioni ridotte, il tipico zaino in vitello o capretto.